Consulenza specialistica e procedure operative per il monitoraggio della Legionella spp negli impianti idrici e aeraulici ai sensi del D.Lgs. 81/08 e dell'Accordo Stato Regioni.
La Legionella è un batterio gram negativo, di forma cocco-bacillare, dotato di mobilità tramite flagelli, asporigeno (che non produce spore). Non è capsulato ed è un aerobio obbligato (vive solo in presenza di ossigeno). Un batterio ancora oggi poco conosciuto ma la cui azione lo rende altamente letale.
Deve il suo nome all'epidemia di polmonite che si verificò nell'estate del 1976 in un albergo di Philadelphia, tra i partecipanti ad una riunione dell'American Legion. Erano presenti 4000 veterani del Vietnam (Legionari), di questi 221 si ammalarono di una forma di polmonite e ben 34 persero la vita. Fu identificato un nuovo batterio al quale venne dato appunto il nome di "Legionella" e si capì che si era sviluppato nell'impianto di condizionamento presente nell'albergo.
Il genere Legionella spp. si divide in 61 specie e 70 sierogruppi. Le specie di rilievo clinico sono:
Il 90% dei casi clinici è dovuto alla specie legionella pneumophila con il sierogruppo 1 e 6.
La Legionella si trasmette per via respiratoria mediante inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente il batterio Legionella o mediante particelle derivate per essiccamento.
Le goccioline di acqua si formano sia spruzzando acqua che facendo gorgogliare aria in essa (docce, sciacquoni, ecc.). Gocce di diametro inferiore a 5 micron arrivano direttamente agli alveoli polmonari causando la malattia.
⚠️ È da escludere la trasmissione del batterio Legionella dall'acqua che viene ingerita e da contatti interumani.
Le legionelle spp. sono presenti negli ambienti acquatici naturali (acque sorgive, termali, fiumi, laghi) e da questi raggiungono gli impianti artificiali che fanno da amplificatori e diffusori del batterio:
La probabilità di contrarre l'infezione da Legionella (Legionellosi o Febbre di Pontiac) dipende dall'intensità dell'esposizione e dalla suscettibilità del soggetto:
L'obbligo della valutazione e gestione del rischio legionellosi si applica a tutti i gestori di strutture aperte al pubblico o con lavoratori dipendenti.
Il protocollo di controllo prevede l'inserimento della valutazione all'interno del DVR, strutturata in tre fasi sequenziali (Linee Guida per la Prevenzione ed il Controllo della Legionellosi).
Indagine conoscitiva per individuare le specificità della struttura e di tutti gli impianti idrici ed aeraulici, rappresentati in uno schema di percorso idrico e aeraulico.
Descrizione chiara e dettagliata degli interventi preventivi e delle procedure operative correttive per contenere, mitigare o eliminare lo sviluppo del batterio negli impianti.
Formazione continua di tutti i soggetti interessati sul potenziale rischio, per l'acquisizione delle competenze necessarie a attuare le manutenzioni e prevenzioni ordinarie.
Il Titolo X, Art. 268 del D.Lgs. 81/08 codifica il batterio Legionella come agente biologico del gruppo 2 (agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori).
Ne consegue l'obbligo inderogabile per il Datore di Lavoro di valutare il rischio di esposizione e riportare le misure di prevenzione e protezione nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
I titolari di impianti con reti idriche di acqua calda/fredda sanitaria, condizionamento o aeraulici devono effettuare e revisionare la valutazione del rischio almeno una volta all'anno (consigliato) e formalmente documentarla.
Metodologie corrette per l'esecuzione dei prelievi ed analisi di laboratorio conformi alle Linee Guida nazionali.
Il numero di campioni deve essere proporzionato alle dimensioni degli impianti idrici ed aeraulici della struttura. Per ciascun impianto di acqua calda e fredda sanitaria devono essere effettuati almeno i seguenti prelievi:
Sospensione di particelle costituite da minuscole goccioline di acqua con diametro inferiore a 5 micron, inalabili nei polmoni.
Aggregazione strutturata di microrganismi protetti da una matrice biologica adesiva che li scherma dai disinfettanti ordinari.
Disinfettante in grado di distruggere il materiale cellulare batterico per ossidazione (es. cloro, ozono, bromo, perossido d'idrogeno).
Disinfettante chimico che agisce interferendo selettivamente con il metabolismo cellulare dei batteri (es. glutaraldeide).
Assenza di flusso idrico all'interno delle tubature che accelera la formazione di biofilm e favorisce la proliferazione batterica.
Miscelatore automatico che regola e stabilizza la temperatura di erogazione in uscita per motivi di sicurezza termica (in genere 42°C - 44°C).
Conformarsi alla normativa vigente con la massima diligenza richiesta per impedire che nella propria struttura possa scatenarsi una contaminazione della rete idrica o aeraulica da Legionella spp.
"Per evitare tutto questo è necessario affidarsi a professionisti titolati, di comprovata esperienza e di elevata competenza."
— Dott. A. Novissimo
I nostri esperti sono a disposizione per l'adeguamento normativo e campionamenti professionali.